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Briganti Rugby, presentazione stagione 2011/2012

giovedì 20 ottobre 2011, di Franco Politano

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Giovedì 29 settembre, alle 20:00, presso il Paninivendolo in Via Gambino, 21 (piazza Spirito Santo), I Briganti Rugby hanno inaugurato la nuova stagione sportiva 2011/12, presentato gli sponsor e festeggiato il loro quinto anniversario. Il locale era affollatissimo, vi erano ad occhio e croce oltre cento persone, in tanti assiepavano il tratto iniziale della galleria adiacente al locale e che fora da una parte all’altra l’edificio. Pure sul marciapiede antistante vi era gente. La galleria fungeva da involontario megafono a quell’allegro vocio che si percepiva distintamente anche dalle strade adiacenti; sono certo che per chi non conoscesse l’indirizzo preciso del Paninivendolo, gli sarà bastato orientarsi a orecchio. C’era gente di tutte le età, variopinta nell’abbigliamento e nelle fattezze, accomunati da una traboccante allegria e da un coinvolgente entusiasmo. Più che ad una inaugurazione, sembrava di stare a bordo campo durante una travolgente partita di rugby. In un angolo del locale vi erano in vendita dei gadget a sostegno della squadra e tra questi delle smaglianti magliette con sopra stampato un’immagine stilizzata dei palazzoni di Librino. Ho avuto delle difficoltà a riuscire ad avvicinare qualcuno e porgli qualche domanda perché tutti erano impegnati a parlare e scherzare gli uni con gli altri, poi fortunatamente con gran piacere ho rivisto un "vecchio" amico, Riccardo Gennaro – in passato ha condiviso la mia passione per la speleologia – componente dello staff di questa associazione sportiva dilettantistica che tramite la pratica del rugby svolge una siffatta azione educativa e offre una concreta occasione di riscatto sociale nei quartieri più difficili del nostro territorio, soprattutto a Librino. A fronte di tanto meritorio impegno e considerando i proclami non di rado altisonanti, sbandierati ad iniziare dal Sindaco, sull’impegno dell’Amministrazione nel rispetto e nel sostegno del diritto allo sport come fonte di educazione e formazione per i giovani che pone la città all’avanguardia, si potrebbe immaginare – anche se è sotto gli occhi di tutti la disastrosa situazione delle strutture sportive cittadine – che il Comune si prodighi in tutti i modi per facilitarli in questo loro attivo interessamento contro il degrado sociale. Invece, come racconta Gennaro, sono costretti ad allenarsi al campo comunale di San Gregorio, un vero paradosso considerando che la loro sede sta in viale Moncada 5, proprio di fronte al complesso sportivo San teodoro (che a vederlo sembra un residuato di guerra). In pratica per raggiungerlo basterebbe percorrere poche decine di metri mentre invece sono costretti ogni volta a trasferirsi in un altro comune! Mi è stato accennato anche della disastrosa situazione in cui versano i campi, infatti: il Goretti I al momento non è praticabile perché si è dato inizio all’ennesimo restyling del manto erboso, uno all’anno praticamente; nel restante campo Goretti II si dovrebbero allenare cinque società di rugby, un po‘ troppe per un campo non utilizzabile nelle fasce tardopomeridiane, manca infatti di illuminazione. Il Zia Lisa è stato ripristinato a spese di una società di calcio e quindi difficilmente ne potranno usufruire le società di rugby; il IV Novembre, campo di baseball, lo scorso anno è stato utilizzato anche per il rugby, ma resta sempre subordinato alla programmazione delle società catanesi di baseball. Mentre stava per spiegarmi che i restanti campi comunali sono dedicati soltanto al calcio, siamo stati invitati ad ascoltare il discorso che un barbuto "brigante" stava tenendo. Il barbuto oratore in effetti era il presidente Stefano Curcuruto e stava ripercorrendo con una spontanea e allegra dialettica la storia dei Briganti Rugby Librino. Tutto era iniziato per caso, un pomeriggio del 2006 all’interno del centro Iqbal Masih. Avevano iniziato a giocare solo in tre nel parcheggio antistante il centro, accanto al famigerato palazzo di cemento. Dopo aver elencato i punti più salienti di questa affascinante avventura sportiva e sociale, farcita di gustosi aneddoti che spesso tiravano in ballo tanti dei presenti, Curcuruto ha parlato della situazione attuale della società che conta oltre la senior in serie C l’under 10, la 12, la 14, la 16 e quest’anno anche una under 20 nata dall’unione con la Fiamma Cibali e il Belpasso Rugby, che porta il nome di Pol. Sguna Rossa dell’Etna A.D. (sguna in randazzese significa lucertola) per un totale di circa duecentocinquanta tesserati.




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